Ogginientedinuovo, nuova e vecchia

Fuori da Narnia.

Mi devo riappropriare di una parte di me. Di nuovo. Ma non è questo che mi dispiace. Entro ed esco dalle mie sfumature senza molti traumi, dal momento che è un esercizio che nella mia vita (ma credo nella vita di tutti, no?!) è ricorso frequentemente.

Quello che mi dispiace è tornare ad essere in balìa di una situazione che mi stava asfissiando e che, facile profezia, ricomincerà a fagocitarmi. Indipendentemente dalla mia volontà.

Perché a volte, in certe situazioni, la volontà non conta quasi nulla; ciò che è preponderante è il rispetto, il senso del dovere, il senso di colpa, la sofferenza, il disagio, l’affetto. La volontà non trova spazio in quel territorio terribile.

Narnia era la scusa, socialmente accettabile, per far passare il concetto che io sono una persona che ha bisogno di un suo spazio fisico e mentale, adatto alla sua età, che permetta di mettere un giorno in fila ad un altro sensatamente e che permetta di alzare la testa e guardare il domani.

A volte tutto questo sfugge a chi si trova in stato di necessità. A volte la necessità fa perdere di vista gli altri. Persone che hanno limiti, umani.

Prenderò respiri profondi. Riempirò i miei polmoni di aria. Rientrerò nel territorio terribile dell’accudimento. Là dove chi cura sparisce e rimane solo la cura in sé.

Annunci

Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

9 risposte a Ogginientedinuovo, nuova e vecchia

  1. vagoneidiota ha detto:

    Quanta malinconia, oggi.
    Non ci sono contorni ed è così bizzarro.
    Tutto pare un’ombra indefinita.
    Respira.
    Respira.
    Respira.
    Ed io, nel frattempo, ti preparo un caffè.
    A little soul – pete rock

  2. sguardiepercorsi ha detto:

    Proverai a difendere ancora il tuo spzio, a piantare nuovamente qualche paletto, chiaro e visibile a tutti, irremovibile come andare al lavoro la mattina. Magari anche solo un paletto, ma sacro!!!! Ce la farai… 😉

  3. Ciao Gennaio, forse la ripresa del lavoro dopo tanti anni di assenza potrebbe far saltare qualche equilibrio mentale, ci si adagia e ci si abitua nei propri limiti e spazi quotidiani. A me è successo anche se non subito: riprendere un tipo di lavoro anche se con orari elastici e che posso gestire io abbastanza bene mi ha destabilizzata molto. Non so se è il tuo caso. Torno sul concetto che non possiamo fare tutto, noi donne abbiamo voluto la bicicletta e ora ci dicono”pedala!”. Ma dipende da che tipo di bicicletta, potrebbe essere anche un triciclo, io personalmente trascuro molte cose o le faccio non alla perfezione come facevo prima. Metto già quindi dei paletti e se la stagione lo permette ogni giorno vado a camminare con il passo veloce e diritto. E’ come prendere un antidepressivo senza essere dipendente! Lo ripeterò sino all’imbecillità: camminare è prodigioso, miracoloso e butta fuori le tossine cattive. Fai luce in te stessa e prova, suggerisco la parola”Prova” a togliere qualcosa che ti fa male e ad aggiungere una cosa che ti trasmette calma e sicurezza. Buona mattinata, Fabiana.

  4. Cerca di non tornare sui tuoi passi. Tutto il tuo essere sta lanciando un segnale ultimamente.
    Non c’è nessuno al di fuori di “chi si trova in stato di necessità” che può lenire la tua pena e capire le “tue” necessità? Cerca di farlo per te stessa.
    Un abbraccio

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Ce la farò a non tornare sui miei passi. Credo. E ci saranno persone che mi sosterranno. Sicuramente.
      Lo stesso sarà una strada non facile. (Oggi)nientedinuovo…
      Un abbraccio a te, carissima!

      • Do il buongiorno a tutti e da “vecchietta” qual sono, vi confesso che in certe circostanze si è costrette a rivedere le posizioni prese a suo tempo con quello che credevamo essere, giudizio e serietà. Essendo noi tutti, esseri umani e non vegetali, siamo suscettibili di errori 24 re su 24. Non solo nel campo affettivo, ma anche in quello lavorativo o delle amicizie.Si può nel corso della nostra medio/lunga vita, cambiare anche bandiera se essa non ci soddsifa più io l’ho fatto, ho dovuto e voluto farlo. Non mi sento più oggigiorno, di pronunciare la famosa frase “Sarà per sempre”, di qualsiasi argomento si tratti. Occorre con lucidità, neutralità ed imparzialità, vedere e soprattutto capire, la bilancia da che parte pende,guaifarsi prendere dai facili entusiasmi dei vent’anni.Li ho avuti anch’io vent’anni ed anche trenta, poi quaranta ed infine me ne vado verso i 51, se mi lasciano al mondo. Ad ogni decennio divenivo una Fabiana diversa, una donna diversa, idee e concetti completamente diversi, eppure allo specchio ero sempre io. Ci si prova, ci si mette tutto ciò che riusciamo compatibilmente con la nostra salute, poi in corso d’opera si comprende se quella che abbiamo intrapreso è la strada giusta. Ossia, quella che ci fa meno male e che ci dà qualcosa di sostanzioso in cambio. Sia esso un cambio morale od economico. Coloro che ci sostengono, familiari in primis non provano certamente dentro di loro ciò che sentiamo noi quando siamo in prima linea ad affrontare determinate situazioni. Occorre tanta umiltà e prudenza, niente è certo, niente è per sempre e tutto vacilla con onde quotidiane sismiche. Prendiamo un caffè? Schianchi Ugoletti Fabiana.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...