Denaro e… figli /2

La gestione del denaro è una di quelle cose che non si impara mai una volta per tutte: le condizioni cambiano e il nostro rapporto con il nostro sostentamento si modifica di conseguenza. Nuovi equilibri, nuove scelte.

Quando ero figlia e basta mi preoccupavo poco del denaro, non ne avevo da gestire perché non ricevevo una paghetta e non ero capace di programmare le spese; i miei genitori mi hanno sempre resa partecipe delle nostre condizioni economiche che comportavano necessariamente tante scelte ed alcune rinunce: fin da piccola ero consapevole che “questo sì” e “no, questo costa troppo”.

Ora che io sono madre e sono rimasta figlia solo d’affetto, cerco il giusto mezzo tra la brutalità del “non ce lo possiamo permettere” e “sì” sempre e comunque: cerco di far capire che il denaro è uno strumento e che come tale bisogna imparare ad usarlo.

Abbiamo l’abitudine di dire ai figli che non siamo ricchi, non siamo poveri, ma che abbiamo  il denaro che ci serve, che poi è la verità vera, alla fine.

Diamo la priorità alle lezioni di musica piuttosto che ai vestiti, lo zaino di scuola dell’ipermercato dura anni, ma non mancano mai libri da leggere, le scarpe sono di buona qualità, ma sono sempre e solo un paio a stagione.

Tutto questo, per adesso, è così – punto, ma vale per tutta la famiglia non solo per i ragazzi: anche noi genitori seguiamo lo stesso criterio per noi stessi.

Cerchiamo di non far mai mancare lo sport, ma chiediamo che il cellulare venga mantenuto con la paghetta. Il Cantastorie non lo ha ancora, in verità: lo avrà quando gli servirà e lo potrà mantenere con una paghetta che otterrà dando una mano in casa, come sta facendo la sorella.

I soldi che ricevono in regalo vengono suddivisi: una parte finisce come argent de poche, ma la parte più consistente viene accantonata, e questo fin da quando erano piccoli.

Sembra che ora tutto ciò sia normale ai loro occhi, ma forse verrà un momento in cui si sentiranno sfigati confrontandosi con i loro coetanei, e noi inizieremo a chiederci se abbiamo sbagliato, dove e perché, ci faremo un sacco di problemi perché non potremo dire sempre sì o non vorremo dire sempre sì.

Perché denaro, ideali, necessità sono soggettivi e i ragazzi crescendo potrebbero avere sensibilità diverse dalle nostre.

Si prendono le misure ogni giorno tutti i giorni, si prova, un passo avanti e due indietro: questi tempi incerti oltretutto spaventano, i progetti fanno un po’ paura, la stabilità sembra… precaria. Tutto potrebbe essere da rivedere.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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