Se fossi capace, racconterei

Il legame invisibile che unisce una madre ai figli è insondabile e, spesso, non lo si può raccontare a parole.  A volte qualcuno ci riesce, qualcuno che oltre ad avere un cuore aperto possiede anche il talento delle parole.

Ma benché invisibile e non raccontabile, questo legame esiste e tutte lo sentono distintamente, nettamente: non ci sono dubbi, né debolezze, né titubanze, è come una lama affilatissima.

E’ un nastrino che è naturalmente lì, al suo posto, sempre e comunque, nonostante e benché. Lega le mamme ai figli maschi e alle figlie femmine, senza distinzione alcuna.

Ma c’è qualcosa che non è il nastrino, qualcosa che chi ha il talento delle parole saprebbe raccontare, qualcosa che scorre tra le madri e le figlie femmine.

Dopo la nascita de La Filosofa, alla prima visita post-parto, la mia ginecologa prima di ogni altra cosa, mi ha fatto questa domanda: – Adesso con che occhi guarda sua madre? E’ cambiato qualcosa?

Perché è questo che scorre: non è un amore più grande, non è un affetto più tenero, non è un’appartenenza di genere, è forse capire la vita che passa da un essere umano all’altro senza bisogno di arrivarci con la ragione. E’ sentire nelle viscere il prima (la mamma) e il dopo (la figlia), intuire la luce della vita, all’improvviso, e non perderla più, questa intuizione.

E non c’entra niente con l’amore.

L’amore è un’altra cosa ed quello che il nastrino tiene stretto, per tutti i figli, maschi e femmine.

Leggete e guardate.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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7 risposte a Se fossi capace, racconterei

  1. linda ha detto:

    Provo per la mia B. un amore che non è più grande di quello che provo per suo fratello, ma che è, come dire, di diversa consistenza: ci sono il riconoscersi e il ritrovarsi, ci sono le radici del passato e le speranze del futuro, ci sono io, mia madre e le mie mia nonna, le donne della mia famiglia che non ho conosciuto e tutte quelle che non conoscerò mai. C’è il sangue e lo spirito, il centro e il cosmo.
    E sì, non è solo questione d’amore.

  2. gattolona pasticciona ha detto:

    Amo i miei figli al di sopra di ogni amore che proverei per un uomo. Naturalmente è un amore materno e “chioccesco” ma è molto più radicato e inscindibile dalla passione di un attimo o di una vita che proverei per un essere umano maschile. Avrò ragione o torto, ma con i miei due figli anche se li lascio molto liberi e non tarpo loro le ali, come mia mamma ha fatto con me, mi sento ancora legata a loro con i nostri due cordoni ombelicali. Tu hai un nastrino ed è dolcissima questa definizione, io ho il cordone che è definizione forte, come quasi una catena che mi unirà a loro fino a che avrò gli occhi aperti. Il maggiore R. di quasi vent’anni, da piccolino mi diceva”mamma noi due staremo sempre attaccati e vicini coma la coda alla mucca, non è vero?” Definizione buffa e simpatica ma veritiera: lo siamo ancora oggi, anche se lui non vive più con me. E la mia anima è ancora lacerata, ma questo lui non deve intuirlo….Fabiana.

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    Credo che lo spazio fisico che c’è tra noi e i nostri figli non abbia consistenza: che sia un metro o siano chilometri. L’amore non vive nello spazio. ❤

  4. umanoidipazzoidi ha detto:

    Ci Hai fatto pensare hai nostri nastrini….. Grazie! 😉

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