Casa mia, casa mia per piccina che tu sia…

Ci sono angoli o dettagli di casa mia che mi fanno sentire di appartenere ad un luogo, non ad un tempo specifico perché quello lo trascendo facilmente e volentieri. Il luogo invece ha un’importanza notevole nella mia vita, non posso trascenderlo, non so perché.

Di case ne ho avute alcune, prima ovviamente con i miei genitori, poi da sola e infine con Tuttobene, il mio compagno: di ognuna ho ricordi precisi e dettagliati, anche di quelle più lontane nel tempo e ognuna mi colloca specificamente in un luogo, fisico o dell’anima.

Fino all’università il mio posto era la mia camera: un’accozzaglia di mobili e oggetti e tessuti casuali, che avrebbero potuto essere vintage, ma che erano solo brutti; nessun cedimento alla bellezza da parte dei miei, non sia mai abituarsi alle mollezze della vita! Verso i diciannove anni, ho avuto uno sprazzo di lucidità e ho imposto alla mia mamma di levare dalla mia camera un raccapricciante armadio sei ante/quattro stagioni ottenendo in cambio il vecchio armadio della nonna. Ancora sotto choc per l’atto di coraggio, i miei mi hanno passato pure una libreria bianca a giorno, tutta parete che è subito diventata LO spazio principe, pieno di libri, collezioni, ricordi, candele, stereo, fotografie… e, da dire sottovoce, il mio papà mi ha sorpresa con il telefono in camera. Da una camera ad una lezione di vita: chiedere con decisione cio’ che si vuole, si puo’ anche ottenere.

Lavorando ho ottenuto l’indipendenza economica e con questa una casa tutta per me: la prima in cui il mio posto non doveva essere una stanza, ma era un intero appartamento. Io cucinavo in cucina, guardavo la TV in salotto, dormivo in camera e potevo spargere le mie cose ovunque: un’emozione grande, peccato solo per lo stile dell’arredamento che avrebbe potuto essere… vintage, ma era solo brutto. Praticamente ero tornata all’inizio!

Ne ho cambiati tre di appartamenti da single, rigorosamente arredati, ognuno meno brutto del precedente, ma insomma le mie ali da architetto erano sempre un po’ tarpate. Da un appartamento ad un’altra lezione di vita: non sempre essere indipendenti significa poter fare quello che si vuole.

Poi ho condiviso vita e appartamento con il mio compagno, partendo da zero: all’inizio c’erano solo la libreria (quella bianca a giorno tutta parete), il letto, la cucina componibile e un tavolo e due sedie di plastica, regalati dai miei colleghi che pensavano fosse troppo bohémien mangiare per terra. Nuovo appartamento, nuova lezione di vita: ci vogliono pazienza e capacità di focalizzazione per raggiungere gli obiettivi.

Questa casa è cresciuta con noi, è cambiata, ci assomiglia e quando la guardo vedo distintamente chi ci abita: ha i nostri colori, i mobili con la nostra storia, gli oggetti scelti da ognuno di noi, i regali di chi ci vuole bene, i ricordi dei viaggi, le fotografie, i nostri libri.

Questo appartamento è il nostro luogo, dove il tempo non ha importanza: qui è dove ogginientedinuovo è finalmente a suo agio, dove puo’ essere un architetto e dove sempre appartiene a se stessa; qui è dove Tuttobene riscopre ogni giorno che appartenere ad un luogo che si costruisce passo passo è salutare; qui è dove la Filosofa cresce tra colori e musica, circondata da una camera a cui appartiene e che non la fa sentire estranea; qui è dove il Cantastorie si è scelto una seggiolina da lettura con poggiapiedi e ha potuto esprimere cosi’ quanto appartiene a questo luogo e quanto ama starci, in questo luogo.

Una casa non è solo banalmente un tetto sulla testa ma è un mondo di pensieri in movimento.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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6 risposte a Casa mia, casa mia per piccina che tu sia…

  1. ellegio ha detto:

    Quando ho letto della tua prima casa da single, chissà se vintage o solo brutta 🙂 mi è venuto un po’ da ridere perché la mia era esattamente lo stesso. Però le case cresciute con chi le occupa hanno un’aria molto più interessante di quelle uscite dalle riviste patinate. Io mi consolo così 😉

  2. Pingback: Luoghi e luoghi | ognigiornotuttigiorni

  3. Pingback: Nr. 14 – La libreria bianca | ognigiornotuttigiorni

  4. nuvolesparsetraledita ha detto:

    Stamattina avevo un po’ di tempo e sono passata con calma nel tuo blog, leggendo cose qua e là spinta dai rimandi e dai collegamenti. Ho letto davvero tanto e non lanciato quei facili automatici mipiace. Il tuo spazio e’ veramente bello, ricco di riflessioni e spunti, di osservazioni e pensieri che in tanti abbiamo. D’ ora in poi ti leggerò ogni giorno tutti i giorni con grande piacere. Tu come tanti altri scoperti in questi tre mesi di frequentazione del web state sostituendo le letture canoniche, la tv e tanto altro. Grazie 😊 un abbraccio!

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